QUALE COMUNICAZIONE

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Dunque, ricapitoliamo: individuazione del target? C’è!
Individuazione dei competitors? C’è!
Mmh… sembra che non manchi nulla, bene dai, partiamo con la comunicazione!

Ehm, sì, ma quale?
...Ah già, ecco cosa manca!

Al netto dei siparietti retorici, scegliere che tipo di comunicazione attuare è una faccenda complessa.
Naturalmente, visto che ci occupiamo di media relations, ci piacerebbe che l'Ufficio Stampa fosse la soluzione giusta per tutte le stagioni (e le necessità). 

Siccome però abbiamo a cuore il vostro successo, preferiamo dirvi che il tipo di comunicazione da attuare dipende dalla realtà aziendale a cui si riferisce.

“Un locale che vende pizza al taglio, avrà più successo investendo su un cartellone pubblicitario nella sua strada, piuttosto che su una complessa strategia di media relations”

Al contrario, una realtà aziendale di medie dimensioni, magari con un core business innovativo, dovrebbe spendere troppo per ottenere adeguata notorietà a furia di cartelloni pubblicitari e beneficerebbe sicuramente di più di una presenza continuativa sui media, guadagnata attraverso l'Ufficio Stampa.

Come capire, in mancanza di un consulente, quale comunicazione fa al caso vostro?

Innanzitutto, dovete sapere quali scelte avete a disposizione. Vediamone qualcuna:

  • MEDIA RELATIONS - UFFICIO STAMPA

Sapete cos'è, ne siamo certi. Anche perchè nel sito parliamo solo di questo!  In ogni caso, si tratta di un insieme di attività volte a segnalare alle fonti di informazione le notizie che riguardano l’azienda. È un lavoro che racchiude elementi tipici dell’attività di lobbying, del giornalismo e del marketing. Non “inventa” niente (gli addetti stampa sono giornalisti e seguono la deontologia professionale del settore), ma aiuta a mettere in risalto le notizie che l'azienda considera importanti e a incoraggiarne la pubblicazione.
Comporta dei costi relativamente contenuti e ha il vantaggio di essere un mezzo “credibile” perché ogni notizia è filtrata da professionisti esterni all’azienda (i giornalisti) ritenuti in genere affidabili dal pubblico. Per contro, deve accettare la libertà di ogni testata di selezionare o meno la notizia e di “tagliarla” come desidera.

  • PUBBLICITÀ

L’ambito pubblicitario è vastissimo e comprende tutti quei tipi di comunicazione volti a convincere un bersaglio specifico delle qualità di un prodotto o di un’azienda. Offre il vantaggio di poter dire esattamente quello che si vuole in modo che risulti il più persuasivo possibile (con una certa elasticità nei confronti della verità), ma presenta costi molto alti e sta progressivamente perdendo credibilità tra il pubblico italiano (Un esempio? Chi di voi crede a tutto ciò che gli viene detto dalla pubblicità di una crema antirughe?

  • EVENTI

Un altro tipo di comunicazione, teso a rafforzare l’immagine aziendale, a promuovere un prodotto o a creare una rete di contatti utile è quello degli eventi. In base alla frequenza degli eventi, alle dimensioni e al target di riferimento, presenta risultati e costi estremamente variabili. Per questa ragione, di solito, è difficile che una strategia ben studiata si focalizzi solo su questo tipo di comunicazione; al contrario, è probabile che un simile strumento venga adoperato come supporto di un piano più vasto.

  • BELOW THE LINE

La categoria denominata Below the line presenta forti connessioni con la pubblicità e, in senso ampio, ne fa parte. Al suo interno rientrano tutte quelle attività a budget limitato che oscillano dalle sponsorizzazioni ai flashmob fino al guerrilla marketing (il marketing “da strada” che punta a creare un forte impatto nel pubblico mediante la creazione di campagne non convenzionali capaci di diventare virali).

Le attività Below the line richiedono un investimento ridotto e sono pensate idealmente per le medie imprese. Tuttavia non consentono di strutturare una strategia a lungo termine, ma funzionano meglio come supporto a un approccio trasversale.

Tenete presente che tali categorie definiscono l’approccio, ma non il canale di trasmissione (per esempio, l’attività di Ufficio Stampa può declinarsi sia sui giornali che in televisione, quella pubblicitaria spazia dall’online alle affissioni cittadine).

Tuttavia, è sicuramente vero che certi approcci funzionano meglio su specifici canali, ma questa - come si dice - è un’altra storia.

Ora che conoscete meglio le principali categorie, non vi resta che scegliere quella che fa più al caso vostro. Per farlo, oltre ad affidarvi al vostro intuito (o a un consulente valido), potete seguire questi semplici passaggi:

#1. Fate "mente locale"

Se avete seguito i nostri articoli precedenti dovreste sapere chi sono i vostri clienti e chi i vostri competitors; recuperate queste informazioni e partite da qui.

#2. Come parlano i vostri clienti quando cercano i vostri servizi?

Cercate di farvi un’idea di quale siano l’approccio e il canale che meglio vengono incontro alle esigenze dei vostri clienti. Ogni gruppo sociale ha punti di ritrovo privilegiati, registri linguistici specifici e canali di informazione definiti. Quale tipo di comunicazione è più in linea con i vostri clienti?

Attenzione, può essere più di una: al momento non state ancora pensando all'entità dell'investimento, ma solo a definire la strategia ideale più adatta al vostro pubblico.

#3. Come parlano i vostri competitors quando parlano ai vostri clienti?

Ora sapete come e dove i vostri clienti si scambiano o ricevono informazioni. Cercate di capire se esistono posti, tra questi, che la concorrenza trascura o dove è particolarmente presente; provate, inoltre, a individuare gli spazi che state trascurando voi e che, invece, i vostri concorrenti presidiano.

#4. Tornate con i piedi per terra

Stabilire la strategia ottimale per la vostra azienda è doveroso, ma, purtroppo, un buon imprenditore deve fare i conti con la realtà. Non occorre che ve lo diciamo noi: i soldi non piovono dal cielo. Una volta che avete capito cosa dovreste fare e che vi siete fatti un’idea di cosa volete ottenere, vi tocca fare i conti con il budget a vostra disposizione. Una simile operazione richiede certamente un confronto con le vostre risorse reali, ma necessita di essere integrata da altre considerazioni. Quanto siete disposti a stanziare per l’obiettivo che vi siete prefissi? Che tipo di obiettivo avete stabilito: a breve, medio o lungo termine?

Ottimo - a dirla con monsieur de La Palice - sarebbe riuscire ad avvicinarvi il più possibile alla strategia ideale che avete definito alla fine del percorso appena descritto.

Un altro aspetto importante, infine, sarà quello di riuscire a calcolare il ROI (il ritorno sull’investimento) che, nell’ambito della comunicazione, è un’operazione abbastanza complessa.

Di tutto questo, però, parleremo nel prossimo articolo, per ora accontentatevi di definire quello che sarebbe giusto fare (o se proprio non potete aspettare, chiamateci e fissate un appuntamento 😉 ).

A presto!  

 

 

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